fauna presente in riserva

Nelle giornate piene di sole lo spettacolo è assicurato, ed in modo particolare in primavera, quando con lo sguardo rivolto sempre verso il cielo, possono facilmente osservarsi i movimenti predatori del falco di palude, della poiana, del gheppio, o il salterellare tra le piante ed i coltivi della caratteristica figura dell’upupa.
Durante il periodo della migrazione primaverile, l’occhio più attento ed allenato può scoprire il tarabusino, e sulle ripe, mimetizzati fra le canne,splendidi e rari esemplari di aironi rossi e dei più comuni aironi cinerini, mentre si concedono anche per diverse settimane il necessario ristoro.
A pelo d’acqua, alla ricerca del già caldo sole di primavera, è possibile scrutare le tartarughe palustri, specie protetta a livello comunitario, ormai legata ai pochi ambienti di acqua dolce rimasti integri nelle regioni mediterranee.
A destra della strada fra i gorghi, sul lato opposto all’inizio del sentiero, si apre il Gorgo basso, il più vissuto da folaghe, gallinelle, germani reali, moriglioni, alzavole, tuffetti e marzaiole.
Dall’altro lato della strada, il sentiero, oltrepassati i gorghi medio ed alto, si inerpica un poco per poi ridiscendere e pervenire, dopo avere attraversato una stretta fascia di insoliti eucalipti, in mezzo ad un erboso aranceto, organizzato su terrazze calcaree, sui cui costoni gli istrici sono soliti scavare profonde tane e abbandonare gli aculei perduti.
Sul terrazzamento più alto, in mezzo agli aranci, in pochi alveari viene prodotto il miele biologico che le api estraggono dai fiori di arancio e di eucalipto.
RamarroIn questo posto volpi, conigli e lucertole, nel fitto della macchia che si mescola all’agrumeto, sono presenze tutt’altro che rare. Oltrepassato l’aranceto, il sentiero, che nuovamente tende a salire, questa volta fra i vigneti, raggiunge l’apice di uno dei costoni più alti della zona, da cui la vista può finalmente spaziare fin sulla sponda opposta del lago Preola, dove i coltivi quasi uniformemente si spingono a ridosso della vegetazione palustre.
Il Preola a differenza dei gorghi si sviluppa in lunghezza e, se aiutato dalle piogge invernali e primaverili, si presenta pieno fino a metà giugno di uno strato di circa trenta centimetri di acqua salmastra.
Divenendo uno stagno ideale per dare ristoro ad aironi, cavalieri, spatole, garzette e stormi di gru di ritorno dallo svernamento in nord-africa e diretti verso i territori del centro Europa, dove il caldo è più sopportabile durante la stagione della nidificazione.

Dal momento dell’insediamento i rilevamenti dell’Ente Gestore hanno portato all’accertamento della nidificazione delle seguenti specie di avifauna acquatica :

Il Germano reale;
Il Cavaliere d’Italia;
Il Tarabusino
La Moretta Tabaccata ;
La Folaga;
La Gallinella d’acqua;
Il Tuffetto;
L’Anatra marmorizzata;
Il Fistione Turco;
Il Mignattaio;
Lo Svasso Maggiore;

Di notevole importanza è pure l’ avvistamento sporadico ai Gorghi Medio e Basso della rarissima Anatra marmorizzata, di cui si ha notizia di recente nidificazione nelle acque del vicino e c. d. Pantano Leone.

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